Cosa avrà da raccontarci una storia così antica su un tema tanto vicino a noi come quello della dipendenza affettiva e del narcisismo? Direi moltissimo, come tutte le narrazioni archetipiche.
Ho letto cose poco condivisibili sui social media e visto video al limite tra il ridicolo e il crudele che promettono a vittime in balia di carnefici ricette per fuggire, sconfiggere, vendicarsi del narcisista e chiudere la relazione con lui, nell’ottica illusoria della formula magica e della pura razionalità.
Eco e i suoi invisibili compagni del passato ci raccontano una versione differente, che merita di essere ascoltata.
Eco era una ninfa con una meravigliosa parlantina: riusciva a incantare tutti con i suoi discorsi e utilizzava questa capacità anche per distrarre Giunone mentre Giove la tradiva. Giunone se ne accorse e la punì condannandola a poter parlare solo dopo che qualcun altro avesse iniziato il discorso, ripetendo le sue ultime parole.
Quando Eco si innamorò di Narciso e iniziò a seguirlo, venne da lui prima invitata a mostrarsi e poi rifiutata con crudeltà. Questo rifiuto accese ancora di più il suo desiderio, che diventò il fuoco che la consumò dall’interno. Si nascose nel bosco finché il suo corpo non si seccò: le sue ossa divennero sassi e di lei rimase solo la voce, che sentiamo anche oggi quando parliamo forte in luoghi sperduti.
Ci sono tre caratteristiche importanti che possiamo osservare:
Il primo insegnamento che ha fatto suo è che amare significa sacrificare qualcosa di proprio per le necessità dell’altro, un altro che non la difende e che non si prende cura di lei.
Qual è l’emozione che sta dietro a tutto questo? Una terribile paura della solitudine.
Il ritiro solitario nel bosco per Eco equivale alla morte. La capacità di stare soli non è innata, si costruisce un passetto dopo l’altro nei primi tre anni di vita. O più tardi, con qualcuno che ci accompagna nel duro lavoro di capire chi sentiamo di essere veramente.
E Narciso? Qui c’è anche la sua storia.
Un libro interessante in cui trovare queste riflessioni: Dipendenza e controdipendenza affettiva: dalle passioni scriteriate all’indifferenza muta di M. Borgioni
Un film: Il diario di Bridget Jones